La sindrome di Stendhal

La sindrome di Stendhal o malessere del viaggiatore è una patologia psicosomatica che può insorgere al cospetto di un’opera d’arte particolarmente evocativa. Essa si manifesta come una sensazione di malessere diffuso, alla quale si aggiungono crisi di panico, ansia, palpitazioni, difficoltà respiratorie e sensazione di svenimento.
I sintomi descritti all’esordio non furono ascrivibili ad uno specifico disturbo psichiatrico, bensì abbracciavano più aree della tradizionale psicopatologia, da quella psicotica a quella nevrotica/dissociativa. In età contemporanea è stato scoperto che anche la musica moderna, di forte impatto psicologico ed emotivo, può essere causa di stati molto simili a deliri comuni e allucinazioni, la cui diagnosi è tuttavia accostabile di preferenza alla psicosi.
Questo disturbo non sembra verificarsi esclusivamente in alcune città italiane ma esistono descrizioni di casi simili in molte altre parti del mondo, come la cosiddetta sindrome di Gerusalemme, la sindrome Indiana e la sindrome di Parigi. Questi quadri clinici hanno tutti un comune denominatore caratterizzato dall’insorgenza improvvisa di uno scompenso psichico acuto nel corso di un viaggio intrapreso di solito in solitudine in luoghi ed ambienti fortemente suggestivi e capaci di indurre forti reazioni emozionali. Inoltre, i sintomi presentati dai soggetti colpiti non sono sempre i medesimi e riferibili ad un quadro psicopatologico univoco, per cui non è possibile inquadrare la sindrome di Stendhal in una particolare categoria diagnostica psichiatrica.
La sindrome di Stendhal è una patologia psicosomatica che può aver luogo di fronte ad opere d’arte particolarmente evocative, scaturisce dalla loro straordinaria bellezza e può più facilmente aver luogo in spazi limitati e in luoghi chiusi: la sensazione provata è quella di un malessere diffuso, caratterizzato da palpitazioni, difficoltà respiratorie, mancamento, vertigini, talvolta, nei casi acuti, anche da ansia e da crisi di panico.
Come avvenne per lo stesso Stendhal all’interno della Basilica di Santa Croce in Firenze, il bisogno più impellente di chi è colto da questo fenomeno è quello di tornare alla realtà concreta (lo scrittore sentì il bisogno di allontanarsi dall’interno della chiesa e di uscire all’aperto). Ciò perché a livello psichico, la sindrome di Stendhal può essere assimilata a un’allucinazione che porta a sviluppare un vago ma fastidioso e onnipervasivo senso di irrealtà.
A definire e tematizzare la sindrome di Stendhal fu la psichiatra Graziella Margherini, responsabile del servizio per la salute mentale dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Firenze, che descrisse in maniera particolarmente analitica questa patologia nel suo libro “la sindrome di Stendhal, Il malessere del viaggiatore di fronte alla grandezza dell’arte” (1979).

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