Ipertensione arteriosa

Ogni volta che andiamo dal medico per misurare la pressione del sangue questo ci dirà sempre che va bene o non va bene: in base ai valori registrati nei giorni precedenti. E si esprimerà in questo modo “oggi la P.A. è 120 su 80 e scriverà: PA 120/80mmHg. Per convenzione è stato stabilito che il primo valore “120” si riferisce alla pressione sistolica, “pressione massima” e “80” pressione diastolica, “pressione minima”.
Si parla di ipertensione arteriosa quando la PA massima supera il valore di 100/ più l’età. Se consideriamo il valore, della pressione minima, /90 è già una ipertensione da valutare e tener sotto osservazione, /100 è un’ipertensione conclamata, /110 è grave.
Prima di iniziare qualsiasi forma di trattamento antipertensivo occorre ricercare le cause dello stato ipertensivo. Nei casi in cui non è stato possibile riconoscere le cause, ricorreremo ad un trattamento antipertensivo per lo più aspecifico. Occorrerà, comunque, tener sempre presente i valori sia sistolici che diastolici.
In genere quando si intraprende una terapia anti-ipertensiva la pressione va controllata spesso: una volta al mese e per tutta al vita. Solo raramente, in caso di ipertensione lieve, la terapia si può sospendere dopo sei mesi o un anno.
Le complicanze per questa malattia sono: di tipo acuto (infarto miocardico, emorragie cerebrali, retiniche ecc.), di tipo cronico (lesioni vascolari, renali, oculari, cardiache ecc.).
Quando l’ipertensione arteriosa è lieve si possono mettere in atto alcune misure igieniche, qui sotto riportate, e ricontrollare la PA ogni mese: sospendere il fumo, ridurre i caffè a due al giorno, riduzione del peso, attività fisica isotonica, dieta iposodica ed ipolipidica.

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