Ebola

La malattia da virus Ebola, precedentemente conosciuta come febbre emorragica è una malattia degli esseri umani e di altri primati causata dal virus omonimo.
I sintomi della malattia iniziano da due giorni a tre settimane dopo aver contratto il virus, con febbre, mal di gola, dolori muscolari e cefalea. A questi primi sintomi fanno in genere seguito, nausea, vomito e diarrea, unitamente a segni di alterazione della funzionalità, epatica e renale. In questa fase della malattia, alcune persone possono cominciare a presentare emorragie che si possono manifestare verso l'esterno (emorragie esterne) oppure interessare alcune cavità corporee (emorragie interne). Il rischio di morte tra le persone infette è estremamente alto.
Il virus può essere acquisito entrando in contatto con sangue o fluidi corporei di un animale infetto (comunemente le scimmie o pipistrelli della frutta). Questi ultimi animali sono solo dei portatori sani, cioè non si ammalano ma possono diffondere la malattia.
Una volta che si sia verificata l'infezione umana, la malattia può diffondersi attraverso gli esseri umani. Coloro che sopravvivono alla malattia possono essere in grado di trasmettere il virus attraverso lo sperma per quasi due mesi. La diagnosi richiede l'esclusione di altre malattie caratterizzate da sintomi simili, come la malaria, il colera, e altre febbri emorragiche virali. Per confermare la diagnosi, i campioni di sangue del caso sospetto vengono testati con la ricerca di anticorpi anti-virus, RNA virale.
Non esiste una terapia specifica per la malattia. Il trattamento dei pazienti affetti è sostanzialmente un trattamento di supporto che comprende una adeguata reidratazione orale (semplice acqua leggermente zuccherata e addizionata di una modica quantità di sale) o l'infusione di fluidi per via endovenosa. La febbre emorragica da virus dell'Ebola (EVD) è stata identificata per la prima volta in Sudan e nella Repubblica Democratica del Congo. La malattia si verifica in genere in focolai epidemici che interessano regioni tropicali dell'Africa sub-sahariana. La Guinea, Sierra Leone, Liberia e Nigeria. Ad agosto 2014 sono stati riportati circa 2000 casi sospetti. Sono attualmente in atto tentativi per la ricerca di un vaccino efficace.

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